Fotocamere Italiane

Ferrania S.p.A.

Savona

Ferrania S.p.A. FERRANIA S.P.A. (già F.I.L.M. poi Fabbriche Riunite Cappelli e Ferrania, in seguito Ferrania/3M ed infine 3M) - Milano
Grande industria del materiale sensibile nata nel primo dopoguerra, in una fabbrica di esplosivi installata a Ferrania (SV) riconvertita alla produzione di pellicola di celluloide, con la ragione sociale di “Fabbrica Italiana Lamine Milano”; nel 1923 nello stabilimento di Ferrania fu avviata la produzione di pellicola fotografica con la partecipazione della Pathé.

Nel 1935 venne assorbita la Cappelli e la ragione sociale mutò in “Fabbriche Riunite Cappelli e Ferrania”.
La Cappelli produceva, con pellicole e lastre, fotocamere box per principianti; in linea con quella esperienza, acquisendo anche la Film di Torino e la F.I.A.M.M.A. di Firenze ben introdotte nel settore, Ferrania presentò una “Box 4,5 × 6” su pellicola 127 ed un “Box 6X9” su pellicola 120.
Queste due fotocamere, in lamiera metallica, con rivestimento in tela stampata finta pelle, otturatore rotante, ottica menisco, molto semplici, vennero prodotte sia col marchio “Filma” che con quello “Ferrania”.
Nel 1938 il nome mutò in Ferrania S.p.A. con sede amministrativa a Milano.
Nella ex sede della Cappelli di Milano si ampliò la produzione di fotocamere, negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, con una evoluzione delle box in nuovi modelli più completi e con altre fotocamere sia metalliche che in plastica stampata.
In questi anni furono prodotte le seguenti fotocamere, con corpo in lamiera o plastica stampata:

“Alfa” 4,5X6 su pellicola 127, in due versioni, con bottone di avvolgimento in metallo o plastica;

“Beta” 6X6 per pellicola 6X6, in plastica;

“Eta” 4,5X6 su pellicola 127, in due versioni, con pomello di avvolgimento in metallo o in plastica;

“Delta” 4,5X6 su pellicola 127.
Alla XXVIª Fiera di Milano del 1948 venne presentata la Condor Ia, di cui si parlava già da un anno, che rappresentò un traguardo ambito per molti fotoamatori dell’epoca, anche per il nome che portava: era infatti nata dalla collaborazione di due grosse aziende italiane, la Ferrania che la commercializzava e la Galileo che la costruiva.
Questa fotocamera fu costruita in varie versioni con ottica ed otturatore diversi:

“Condor Ia” con Eliog 1:3,5 su Iscus Rapid non sincronizzata;

“Condor Ia/b” con le stesse caratteristiche ottiche ma sincronizzata;

“Condor Ia/c” con Eliog su Aplon Rapid e leva di appoggio sotto la base;

“Condor Ia/d” con Eliog 1:2,8 e per il resto come la precedente.

Negli stessi anni del primo dopoguerra furono presentate sul mercato alcune fotocamere per principianti:

“Zeta” box 6X9 su pellicola 120;

“Zeta Duplex” box riformato 6X4,5/9;

“Z2 Duplex” box sempre 6X4,5/9 con alcune migliorie estetiche;

“Tanit” 3X4 su pellicola 127.

Alla fine degli anni ‘40 erano presentate in rapida successione alcune fotocamere a soffietto molto ben costruite:

“Falco” 6X9 su pellicola 120 con Anastigmatico 1:8,8;

“Falco IIa” sempre 6X9 con Galileo Terog 1:6,3;

“Falco S” 6X9 con Galileo Terog 1:4,5;

“Falco S/b” 6X9 con ottica Steinheil Cassar 1:4,5.

Nel 1948 sempre per principianti venne presentata una fotocamera che, per il settore di mercato principianti, si può considerare un “non plus ultra”: ottimo design, realizzazione robustissima in fusioni di alluminio, varie versioni con diverse caratteristiche funzionali e colori del rivestimento.

Le caratteristiche funzionali erano:

“Rondine A” non sincronizzata ed a fuoco fisso;

“Rondine B” non sincronizzata ma con ottica focheggiabile;

“Rondine BF” come la precedente ma sincronizzata.

Nel 1950 usciva la “Elioflex”, una box con caratteristiche che la facevano apparire simile ad una reflex biottica: in realtà la lente di messa a fuoco non era focheggiabile; l’ottica era Galileo Monog 1:8, tempi fino a 1/200.

Stranamente una prima versione portava le indicazioni dei diaframmi coi numeri 1, 2, 3, 4; successivamente fu prodotta con la scala diaframmi usuale 8, 11, 16, 22 ed alcune migliorie estetiche.

Alla Condor Ia, nel 1951 seguirono le fotocamere:

“Condoretta” con ottica Terog 1:4 f=40 che ne facevano una antesignana delle attuali compatte; una successiva versione “Condoretta b” montava ottica Eliog 1:3,5.

“Condor Junior” con ottica Eliografia 1:3,5.

“Condor IIa” con ottica Esaog 1:2 e tempi brevi fino a 1/500 e forse prima fotocamera ad essere dotata di maneggino pieghevole per il riavvolgimento; anche per tale fotocamera al primo modello seguì una
“Condor IIa/b” con indicatore della sensibilità pellicola sul bottone di avvolgimento pellicola.

Per il mercato estero veniva prodotta una Condor Junior marchiata Candog.

Nel 1952 usciva la “Elioflex 2”, simile alla precedente ma con ottica più luminosa Ferrania Anastigmatico 1:6,3.

Alla XXXIª Fiera di Milano nel 1953 fu presentata la “Astor”, una 6 × 6 costruita in pressofusione, con obiettivo Galileo Terog 1:4,5 f=75 mm su otturatore Prontor-S con montatura telescopica brevettata, del prezzo di 28.000 lire.

In coincidenza con la stessa Fiera venne avviata una fortunata linea di fotocamere economiche che poi si sviluppò negli anni successivi e fu prodotta su licenza anche in Germania dalla Bilora col nome “Bella”.

Esse furono:

la “Ibis”, fotocamera economica il cui primo modello era del formato 4,5X6, non sincronizzata, dal prezzo di 3.750 lire, in varie alternative tecniche e colori ed alla quale seguì nel 1955 il modello “Ibis S” sincronizzato;

la “Ibis 66” formato 6X6 su pellicola 120, con un primo modello non sincronizzato, quindi un secondo sincronizzato.

Nel 1958 la serie fu arricchita con la “Ibis 34” formato 3X4 ed alla XXXVIIª Fiera di Milano nel 1959 venne completata con la “Ibis 44” formato 4 × 4.

In occasione della stessa Fiera venne presentata la “Eura” 6X6, fotocamera economica, ultimo grande successo della Ferrania nel settore; si ebbero in successione:

“Euralux 44” formato 45 × 60 con lampeggiatore incorporato;

“Euralux 34” formato 30 × 40 sempre con lampeggiatore.

Seguirono agli inizi degli anni ’60 la “Lince”, che sostituiva la “Condor” non più prodotta dalla Galileo, con obiettivo Dignar 1:2,8 su otturatore Vario e sia per caricatore Rapid che 135, in varie versioni, e le “Electa”: la produzione germanica ormai subentrava a quella nazionale, anche se era commercializzata ancora col marchio italiano.

Nel 1964 la Ferrania veniva venduta alla 3M e venne modificata ancora una volta la ragione sociale in Ferrania/3M S.p.A.

La produzione delle fotocamere continuò con i vecchi modelli marchiati Ferrania-3M per breve tempo.

Con la chiusura successiva dello stabilimento di Milano dove si costruivano le fotocamere, si passò alla commercializzazione con marchio 3M di fotocamere prodotte esclusivamente da terzi, per pellicola in caricatori 126, 135 e 110.

Negli anni ’70 la ragione sociale mutò di nuovo in 3M Italia e le fotocamere assunsero questo nuovo marchio ma ormai di italiano restava poco.